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14 novembre 2009

Il fango delle Terme Luigiane

Dott.ssa Stefania De Stefano specialista in idrologia medica
Direttore Sanitario Terme Luigiane

“Il fango termale è una melma ipertermale o ipertermalizzata, derivante dalla commistione di una
componente solida con acqua minerale ed usata dopo opportuna preparazione e maturazione nella pratica medica termale”.

In particolare, il fango delle Terme Luigiane è costituito da:

  • una componente liquida, rappresentata dalle acque ipertermali solfuree-salsobromoiodiche delle Terme Luigiane, che si caratterizzano per essere le acque solfuree con il più alto grado
    solfidrometrico d’Italia (173 mg/l);
  • una componente solida, comunemente argilla, detta fango vergine.

il fango vergine, imbibito con acqua termale, viene depositato in apposite vasche di maturazione, nelle
quali continua lentamente a defluire l’acqua termale, e lasciato a riposo fin tanto che si rivela ancora
permeabile all’acqua; in tal modo continuerà ad arricchire la propria composizione di sostanze minerali, trattenute direttamente dall’acqua, e di sostanze organiche dovute al rigoglioso sviluppo, favorito dall’ipertermalità e dall’alto grado solfidrometrico, del “Sulphuretum” *.
Alla fine del processo di maturazione, il fango delle Terme Luigiane appare perfettamente omogeneo,
plastico, saponaceo, caratterizzato da buona capacità termica e ritenzione di calore, che dipendono
essenzialmente da tre fattori legati alla sua costituzione: il grado di idratazione, la finezza delle particelle inorganiche e la presenza di sostanze organiche e colloidali.

Il processo di maturazione del fango è un processo estremamente complesso, che non si limita alla
semplice interazione acqua minerale-fango vergine, ma comporta tutta una serie di processi biologici e
biochimici, correlati con la crescita di micro-organismi e di alghe e condizionati dalle caratteristiche
chimiche, fisiche e chimico-fisiche dell’acqua minerale e del fango vergine e, poiché la maturazione
avviene all’aperto, anche dalle caratteristiche biologiche dell’ecosistema.

Studi scientifici hanno dimostrato che, grazie alle specificità di acqua, fango ed ecosistema delle Terme Luigiane, il fango, dopo sei mesi di preparazione, può essere utilizzato a scopo terapeutico come fango maturo.

Sino al momento del suo impiego, il fango è lasciato in quiete in apposite vasche di accumulo, coperto da acqua in un lento defluire. Su di esso si forma una massa mucillaginosa di alghe e batteri verde-azzurra.
Questo fango può anche venire essiccato, polverizzato ed immagazzinato, in attesa del momento
dell’impiego, senza perdere le proprietà medicamentose.
* è la microflora, che vegeta nelle acque delle Terme Luigiane, ricca di principi attivi termali.

PRINCIPALI AZIONI DELLA FANGOBALNEOTERAPIA

  • Termoassorbimento con aumento della temperatura interna di almeno l° C
  • Termodispersione e quindi iperemia cutanea, sudorazione, stimolazione del ricambio idrosalino
  • Impegno degli apparati respiratorio e cardiocircolatorio
  • Stimolazioni metaboliche
  • Riduzione dell’ipertono muscolare
  • Riduzione del dolore
  • Azioni sul sistema immunocompetente
  • Modifica della capacità reattiva
  • Azioni sul connettivo e sul metabolismo osseo
  • Influenze neuro-umorali
  • Influenza sui fattori flogogeni
  • Influenze antiflogistiche sperimentali

INDICAZIONI ALLA FANGOBALNEOTERAPIA
Osteoartrosi ed altre forme degenerative:

  • Osteoartrosi primaria diffusa
  • Osteoartrosi localizzata (noduli di Heberden e di Bouchard, rizartrosi del pollice, artrosi erosiva
    delle dita)
  • Osteorartrosi secondaria a displasie e dismorfismi
  • Osteoartrosi secondaria a traumi
  • Osteoartrosi secondaria a sovraccarico funzionale: da obesità, scoliosi, dismetrie arti inferiori
  • Osteoartrosi secondaria ad artriti
  • Malattie congenite del connettivo (S. di Marfan , S. di Morquio, mucopolisaccaridosi)
  • Osteoartrosi secondaria a condropatie primitive (condromatosi articolari, osteocondrite
    disseccante)
  • Osteoartrosi secondaria a condropatie endocrino-metaboliche (diabete, condrocalcinosi, ocronosi)
  • Osteoartrosi secondaria ad osteoartropatie (M. di Paget, osteonecrosi asettiche)
  • Degenerazione del disco intervertebrale (discartrosi)
  • Poliartropatia iperostosante dismetabolica (D.I.S.H.)
  • Artropatia acromegalica
  • Condromalacia della rotula

Reumatismi extra articolari generalizzati:

  • Reumatismo fibromialgico (fibrosite, reumatismo muscolare)

Reumatismi extra articolari localizzati:

  • Periartrite della spalla (spalla bloccata, tendinopatia calcificata), dell’anca, tendiniti d’inserzione o
    entesiti (epicondilite, entesopatia achillea)
  • Tenosinoviti (tenosinovite di De Quervain, dito a scatto)
  • Borsiti (olecranica, prerotulea, della zampa d’oca)
  • Aponeurositi e fasciti (M. di Dupuytren, M. di Ledderhose)

CONTROINDICAZIONI ALLA FANGOBALNEOTERAPIA

  • Cardiomiopatie scompensate
  • Cuore polmonare cronico
  • Arteriosclerosi di alto grado
  • Ipertensione ed iposfigmia grave
  • Tromboflebiti
  • Insufficienza respiratoria
  • Tubercolosi in atto
  • Nefropatie croniche
  • Epilessia
  • Psicosi
  • Forme acute febbrili intercorrenti
  • Neoplasie
  • Mestruo e Gravidanza

MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLA FANGOBALNEOTERAPIA
Le prestazioni di fangobalneoterapia sono erogabili attraverso i seguenti cicli di cura:
1. fango + bagno terapeutico
2. fango + bagno o doccia di “annettamento”
3. bagno terapeutico
4. bagno con idromassaggio.

Questi cicli di cura si praticano a digiuno in cabine individuali, predisposte per la reazione.
Il fango maturo, eutermalizzato in apposite fangaie, fino a 47°-50°C e personalizzato con fango in polvere per adattarne plasticità e temperatura alla sensibilità del paziente, viene applicato, gradatamente, sulle parti del corpo prescritte. Poi il paziente, a letto, viene avvolto in lenzuola, tele cerate e coperte per evitare la rapida dispersione del calore; inizia così il tempo di “fangatura”, che dura in media 15-20 minuti.
Riguardo alla estensione della fangatura questa può essere a “tutto corpo” (restano liberi la testa e la regione anteriore del collo e del torace e spesso un arto superiore), a “mezzo corpo” o a “mezza vita”, ad uno o più arti, pelvica, in mastello (immersione di mani o piedi in contenitori riempiti di fango).
Al fango fa seguito il bagno in vasca con acqua solfurea-salsobromoiodica, che può essere un semplice bagno d’annettamento, e in questo caso può anche essere effettuata una doccia, oppure si procede ad un vero e proprio bagno terapeutico se prescritto.
Il bagno terapeutico si fa alla temperatura e per il tempo indicati, in genere a 34°-36°C per 15-20 minuti.
Completato il bagno, il paziente asciugato con biancheria calda, viene sistemato a letto, ben coperto per iniziare la “reazione sudorale”, indotta biologicamente dalla fangobalneoterapia.

LA CRISI TERMALE
In qualche paziente al quinto o sesto giorno di cura può manifestarsi questa particolare sindrome caratterizzata da senso di malessere generale, astenia, irritabilità, insonnia, lieve rialzo febbrile, lieve ipotensione, modificazioni dell’alvo, con il risveglio dei sintomi locali della malattia.

Tutto ciò viene interpretato come un blando shock di adattamento dell’organismo alla cura termale. La sua durata è di uno o due giorni e il trattamento, se necessario, è sintomatico. Solo eccezionalmente è opportuno interrompere la cura fangobalneoterapica.

APPENDICE
Dati analitici del fango delle Terme Luigiane (peloide essiccato)

Acqua gr. 2,9500%
Idrogeno Solforato gr. 0,0176%
Sostanza Organica gr. 11,0740%
Calcio gr. 2,4100%
Magnesio gr. 0,6338%
Sodio gr. 0,0516%
Potassio gr. 0,0840%
Ferro gr. 3,2400%
Cloratione gr. 0,0720%
Solfaticee gr. 0,9671%
Carbonaticee gr. 2,2483%
Silice Solubile gr. 2,9416%
Residuo insolubile in acido cloridrico gr. 73,3100%
gr. 100,0000%

Classificazione: peloide misto minero-vegetale solfureo.




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